verbale s.m. 

'Documento in cui sono riportati atti e fatti inerenti al duello. Il v. può essere scritto da una o da entrambe le parti in causa, nello specifico dai rappresentanti o dai testimoni, o dai componenti di una corte, un giurì o a un tribunale d'onore'

E:

dal lat. verbālis -e ‘che riguarda la parola, il verbo’, der. di vĕrbum (EVLI)

D: 1357 (TLIO)

Attestazioni

1864, Giovanni Batta Viti, Breve trattato di scherma alla sciabola, p. 68

Ciascuno dei membri del Tribunale dovrebbero dire le ragioni in iscritto, per cui dà, o nega il voto; e il Presidente fa distendere il verbale, e dietro le considerazioni dello stesso, vota egli pure, dichiarando le ragioni, e poi radunati tutti i membri del Tribunale ciascuno sosterrà la sua parte, e poi si passerà alla votazione; il risultato della quale sarà fatto di pubblica ragione, acciocché ciascuno sappia perchè il duello fu, o non fu fatto. Come pure dovrebbe pubblicarsi il verbale ad impedire che si faccia la votazione a caso; locchè si eviterà di fare, se si sappia che la questione discussa deve andare sotto T occhio del pubblico. Però si lascierà di pubblicarlo, quando una parte duellante offesa abbia desiderio giusto che la causa del duello si taccia.

1868, Luigi De Rosis, Codice italiano sul duello, p. 30

29° Ogni responsabilità è tolta al secondo, qualora sul terreno, con le armi alla mano, il suo primo facesse delle scuse che siano accettate dalla parte contraria.
30° Si redigerà però un verbale, firmato dai rispettivi secondi, nel quale, sarà narrato esattamente l’accaduto.
31° Se al contrario sono dessi che fanno le scuse, o prima, o sul terreno, è loro obbligo di risponderne interamente in faccia alla società.

1869, Giuseppe Scaglione, Riflessioni e consigli sul duello ed osservazioni sul giurì d'onore, p. 21

Ritornando dunque a quanto nella mia tesi ho stabilito cioè, quali sono i diritti dei Primi e quali i doveri dei Secondi, ho voluto venire alla conseguenza che i Secondi o Padrini essendo investiti di pieni poteri, essendo compromessi tanto in faccia alla legge che alla società al pari dei Primi, essendo i soli competenti ad ammettere o smaltire il duello per la fiducia riposta in loro dai Primi, essendo i soli che in compagnia dei Testimoni redigono spesso dei verbali, rendono di ragion pubblica per mezzo della stampa il loro operato, dichiarono [sic] finita ogni quistione, amalgamata ogni contesa, asserendo che il duello non ha avuto luogo perchè l’onore salvo l’offesa smaltita dietro rettifica, schiarimento o giustificazione dell’ offensore?

1869, Paulo Fambri, La giurisprudenza del duello, p. 152

Tizio abborda Caio che è persona seria, autorevole assai.
Ho bisogno urgentissimo di te, gli dice.
Caio, amicissimo da un pezzo, si protesta in tutto ai suoi ordini.
Tizio ringrazia e gli si apre tutto: Hai da sapere anzitutto che la mia querela è col tale.
— Quel birbaccione! sclama Caio.
— Ah lo conosci anche te?
— E chi non lo conosce? Gli è quello che...
— Qui infila i particolari di una storia di cui si può risparmiare il ribrezzo e la nausea al lettore.
— Sono felice che tu li conosca cotesti suoi fasti. Ora hai da sapere che le cose tra me e lui stanno da qui fin qui. E Tizio principia un'altra storia della quale si fa egualmente grazia al lettore, non essendo essa che una pagina di più della vita di quello come di tutti i cavalieri d'industria.
— Con simile genía non ci si batte, dice Caio.
— E per appunto io ho rigettato la sfida di costui, seguita Tizio, stimando indegne del pari la querela la persona.
— Perfettamente! dice Caio.
— Io pure ne ho la coscienza, però bisogna capacitarne il mondo. Più di un giornale, vedi, ha presole parti di colui, ha esposto la cosa con circostanze slealmente alterate; io ho bisogno di un documento solenne.
Caio facendosi serio e compassato dice: — I tuoi padrini non ti hanno essi rilasciato un verbale e trasmesse tutte le lettere?....

1870, Michelangelo Iacampo, Il duello e la moderna civiltà: considerazioni di Michelangelo Iacampo, p. 136

Chi ricusa di battersi è vituperato dai duellisti, ed a carico di lui si forma un verbale per dichiararlo disonorato, divulgandolo co' giornali.

1873, Pasquale Cicirelli, Riflessioni sul duello seguite dalle norme per l'esecuzione pratica dello stesso e doveri del Giurì d'onore per Pasquale Cicirelli prof. di scherma, p. 72

Art. 126. Stabilite, come s'è detto, le basi per la esecuzione del duello i Padrini redigeranno un verbale, nel quale non trascureranno di dichiarare, che essendo loro riuscito inutile ogoi tentativo di conciliazione, tra i loro Primi, son venuti in seguito a stabilire le condizioni per l'esecuzione del duello, notando in esso il motivo che ha dato luogo alla sfida, e ciò che avranno conchiuso, ai sensi degli art. 101 , 104, 107, 114. 112, 113, 115 e 116.
Art. 127. Il verbale, di cui è parola nell'articolo precedente, redatto in doppio originale, e firmato dai Padrini e Testimoni, sarà conservato, una copia per ciascuno, dai Padrini medesimi.

1883, Achille Angelini, Codice Cavalleresco italiano, pp. 116-117

35° Dopo ogni duello i testimoni redigeranno un verbale di cui una copia sarà rilasciata a ciascuna delle due parti ed una verrà rimessa al Tribunale d' onore.
Nel verbale verrà sommariamente de scritto l'andamento dello scontro, consta tato che da ambo le parti furono osservate le leggi cavalleresche ed accennato se gli avversari prima di lasciarsi si strinsero la mano.
36° In caso che le leggi del duello fossero state violate e che uno dei contendenti fosse stato proditoriamente ferito, il fatto dovrà essere dettagliatamente esposto nel verbale, affinchè il Tribunale d'onore possa agire con tutte le possibili vie 
di diritto contro colui che si rese assassino e che dovrà essere deferito ai Tribunali or dinari.

Note

Cfr. DELI s.v. verbo: «L'uso mod. di verbale, dapprima agg. (processo verbale), poi s., ripercorre la strada del fr. procès verbale (V. procèsso) – parallela a quella della note verbale diplomatica (1842) – poi verbale (verbal, 1694): da qui l'avversione dei puristi». Come esempio di avversione puristica si prenda la voce verbale contenuta nel volume I neologismi buoni e cattivi (Roma, Libreria Editirice  Carlo Verdesi, 1886, p. 371) di Giuseppe Rigutini: «Verbale. Voce che dovrebbe rimanere al solo linguaggio grammaticale. Ma Resoconto verbale, Atto verbale, ed anche sostantivamente Il verbale sono di Francia passati in Italia, e vi trionfano, quando ci saremmo potuti contentare del solo Atto o Processo. Da questi Verbali è il più sconcio Verbalizzare (fr. verbaliser) per Ridurre in verbale o Mettere nel verbale. Anche per Orale o meglio A voce non è da raccomandarsi, e solo potrebbesi nella maniera: Traduzione verbale, come ha il Magalotti, per Traduzione a parola, ad verbum. Ma, lo ripeto, il meglio sarebbe lasciarlo ai grammatici».


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 23/01/2025