1884,
Giulio Crivellari, Il duello nella dottrina e nella giurisprudenza , p. 144
Ed io
chiedo al Ministro s'egli non pensa seriamente che il tempo sia venuto di levarci
quell'assurdo, quella immoralità, quella vergogna della nostra legge sulla stampa,
quella del cosidetto uomo di paglia, quella di un estraneo, spesso di un illetterato, di un ignaro che si incarica come il capro espiatore degli ebrei, di tutti
i peccati, di tutti gli errori, di tutti i delitti, non degli scrittori, ma di certi
miserabili che adoperano la più bella delle istituzioni, la libertà della stampa,
allo sfogo delle più basse, delle più vili, delle più codarde passioni, delle menzogne le più sfacciate, le più atroci, delle più nere calunnie, volendosi por fine
al miserabile ed ontoso lucro dei ricatti.