uomo di paglia loc.s.m. 

'Gerente di un giornale che riceve eventuali cartelli di sfida'

TC: gerente

Attestazioni

1884, Giulio Crivellari, Il duello nella dottrina e nella giurisprudenza , p. 144

Ed io chiedo al Ministro s'egli non pensa seriamente che il tempo sia venuto di levarci quell'assurdo, quella immoralità, quella vergogna della nostra legge sulla stampa, quella del cosidetto uomo di paglia, quella di un estraneo, spesso di un illetterato, di un ignaro che si incarica come il capro espiatore degli ebrei, di tutti i peccati, di tutti gli errori, di tutti i delitti, non degli scrittori, ma di certi miserabili che adoperano la più bella delle istituzioni, la libertà della stampa, allo sfogo delle più basse, delle più vili, delle più codarde passioni, delle menzogne le più sfacciate, le più atroci, delle più nere calunnie, volendosi por fine al miserabile ed ontoso lucro dei ricatti.

1923, Jacopo Gelli, Codice cavalleresco italiano e appendice sul giurì d'onore militare, p. 160

Si ricorda che generalmente il gerente è un povero diavolo qualunque, un uomo di paglia, un semplice manovale del magazzino o della tipografia, il quale si acconcia a correre il rischio di andare in gattabuia per tutto ciò che può essere stampato nel giornale di cui egli per modesto compenso è gerente. Spesso non legge il giornale, nemmeno per passatempo, ch’egli firmò come responsabile verso la legge.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 22/01/2025