1824, Filippo Casari, Il duello a ultimo sangue. Commedia in cinque atti, p. 45
Duc. E perciò io ti perdono. Falvalle, io t'ho sempre stimato per uomo d'onore, e per amico
della virtù: un fallo passeggiero non oscura
queste preziose doti.
1827, Giacomo Bossi, Del duello conseguente dal volgare sistema d’onor militare. Ragionamento del p. Giacomo Bossi, pp. 42-43
Non solo il soldato è uom d'onore nel mondo; ma lo è altresì ogni altro cittadino, a cui la patria commetta qualche speciale e importante cura di se [sic] [...]: tale si è, dico, ogni uomo, il quale benchè posto in privata, epperciò meno attiva e cospicua condizione, si sia meritamente acquistata riputazione d'uom probo, onesto, fedele alle promesse, e contro ogni lusinga al mal fare inconcusso.
1828, M. Fougiere, In dieci lezioni l'arte di non essere mai ferito né ucciso in duello, p. 42
Ecco qual’è [sic] il vero punto d’onore
fra i cristiani, è la tema del segreto
rimprovero della coscienza. Io chiamo
un vero uomo d’onore quello, che lo è
non perchè il mondo lo vede e affinchè
il mondo parli di lui, ma unicamente
ed a fine di soddisfare al suo dovere
pel principio di coscienza.
1840, Raffaele Liberatore (a cura di), Vocabolario universale italiano compilato a cura della Società Tipografica Tramater & C. , VI, p. 319
[s.v. uomo] Uomo d'onore colui che si sdebita degli obblighi contratti con altri [...]. L'Uomo d'onore non disonora se stesso con atti e parole che offendono la verità e l'equità [...]. Molti si dicono Uomini d'onore che poi non arrossiscono di mentire a sè stessi nelle opinioni più sacre, che non avranno scrupolo di adulare i presenti e lacerare i lontani.
1843, Carlo Ravizza, Il suicidio. Il sacrifizio della vita e il duello, p. 172
O noi non meritiamo l'ingiuria, e a malgrado di questa
restiamo uomini d'onore, perchè la menzogna d'uno sfac
ciato non cangia in nulla la realtà per cui siamo degni o
non degni di stima ; o coi sentimenti e colle azioni nostre
ci siamo meritata l'altrui mentita, e allora la dignità vera
è nel riconoscere con lealtà e franchezza il proprio torto
1852, Francesco Lorenzini, Il duello in generale, p. 48
Tutta la logica dei duello-maniaci, a che si riduce,
se non a confermare l'assurdità, a convenire nell'asinità del duello, per soggiunger poscia: ma pure egli
è necessario, almeno finchè non sarà rimossa la relativa publica opinione, almeno finchè non si trova un
altro espediente, onde impedire che la gente educata,
gli uomini d'onore (sic) non si facciano giustizia come
i facchini?
1861, Luigi Dossena, Il pregiudizio del duello, pp. 9-10
Un giorno la conversazione venne a cadere sul duello. Edoardo, tuttochè condanuando quest'uso barbaro , sosteneva
che un uomo d'onore non si poteva di
spensare dall'uniformarvisi.
1864, Ludovico Muratori, Il duello, dramma in quattro atti, p. 29
Un uomo d'onore non potrebbe andare a fronte alta quando non avesse avuto soddisfazione di un insulto ricevuto.
1869, Paulo Fambri, La giurisprudenza del duello, p. 32
Siccome nessuno può rinunziare al titolo di gentiluomo
senza rinunziare nel tempo stesso ad ogni genere di
dimestichezza colla gente per bene, ne viene che egli
si studii già di acquistare tutte quelle virtù di so
stanza e di modi, le quali valgano a mantenergli incontrastabile un titolo, che è complemento necessario del
l'altro di uomo d' onore. Il gentilomismo è, rapporto
all' onore, ciò che la delicatezza è all' onestà.
1870, Michelangelo Iacampo, Il duello e la moderna civiltà: considerazioni di Michelangelo Iacampo, p. 92
L'uomo
d'onore, per sentimento della propria dignità, si volge
al bene, nè disonora sè medesimo con atti o parole che
offendono il vero e l' equo.
1880, Nicola Modugno, Il duello, pp. 74.--75
Tra i
due mali, tra i quali l'offeso vien costretto a scegliere, la preferenza data al duello potrebb'essere punibile secondo lo stabilito canone? Rinunciando a questa illegale riparazione, non incorrerebbe egli nell'ignominia e nell'infamia? E la
ignominia e l'infamia non sono forse il più gran male per un uomo d'onore?
1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 58
Un gentiluomo, d’altra parte, non si batterà mai col primo venuto e con ragione non vorrà scendere sul terreno se non per
misurarsi con un uomo d’onore.
1893, Filippo Crispolti, Il duello, p. 19
E invece, da tre anni in qua, la frequenza dei duelli è
cresciuta, e ciò che ha maggior gravità, è cresciuta la pubblicità preventiva e sfacciata che si dà loro; è cresciuta la
sicurezza con cui si proclama che un uomo d'onore non
deve sottrarsene.
1906, Antonio Russo-Ajello, Il duello secondo i principi, la dottrina, la legislazione, p. 42
All’Accademia di Caen fu proposta, una volta, la questione, se l’uomo d’onore fosse lo stesso che l’uomo onesto.
Il celebre gesuita Andrè sciolse il problema osservando:
che l’uomo onesto è tale, per l’amore che nutre al bene,
pel rispetto che professa per la giustizia; mentre l’uomo
d’onore è tale per l’amore che ha della pubblica stima: e
secondo lui l’uomo onesto sarà tale anche nel folto di una
selva ; l’uomo d’onore, al contrario, ha bisogno della società
che stimi la sua virtù.
1926, Jacopo Gelli, Codice cavalleresco italiano: con il commento e note di giurisprudenza cavalleresca, p. 11
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 25/02/2025