sfarziglia s.f. 

'Arma da taglio utilizzata nel XVIII sec. dai camorristi nei dichiaramenti'

E: dal napol. sfarziglia, dal provenz. ant. falsilha (GDLI).

D: 1905 (GRADIT)

Attestazioni

1893, Carlo D'Addosio, Il duello dei camorristi, p. 54

La sfarziglia [...] era l'arma con cui combattevano nei tempi andati i camorristi, fuori del carcere: cioè un coltello, dalla lunga lama, rinchiusa tutta in un lungo astuccio o manico di legno, che era sfoderata di un colpo dal camorrista provetto, e resa fissa da un'apposita molla che scattava. E nello uscir dal fodero, la lama, staccandosi con violenza dal manico, andava contemporaneamente a ferire con la sua punta micidiale il petto o il ventre dell'avversario. Era portata dritta, verticalmente, dalla cintura dei calzoni in giù, rasente la gamba.
Gli sfarziglianti erano assistiti e sorvegliati dal capo, e dai secondi.
Oggi, anche questi avanzi delle antiche regole cavalleresche sono spariti.

Note
Il napol. sfarziglia 'coltello a doppia lama' viene fatto derivare dal sost. lat. falcicula «con rotacizzazione della cons. l e prefisso intensivo» (Francesco D'Ascoli, Nuovo vocabolario dialettale napoletano, Napoli, Gallina editore, 1993, p. 693).


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 18/02/2025