partita d'onore loc.s.f. 'Il duello, inteso come tutto il processo, dall'offesa allo scontro sul terreno o alla ricomposizione pacifica della vertenza'
E:
calco sul fr. partie d'honneur
TC: duello
1858, Teodoro Pateras, Dei doveri del secondo nel duello, p. 9
Ai tempi nostri l'esito di un duello non influisce per niente sul merito della causa che lo
produsse: la società giudica indipendentemente
dal fatto, e può esternare la sua opinione anche
prima che il duello abbia avuto un termine. Quale
è dunque la cagione per cui noi esponghiamo i
nostri giorni in una partita d'onore?
Rimane a vedere come da questi
giudizj in campo chiuso si passasse alle moderne
partite d’onore.
1868, Cesare Alberto Blengini, Duello e sue norme principali per effettuarlo, p. 15
L’uomo che stima sè stesso non
oltraggia un altro. L’oltraggiato non si riabilita nella Società, se non sostiene una partita d’onore.
1868, Luigi De Rosis, Codice italiano sul duello, p. 81
Incominciandosi a trattare una partita di onore, e comparendo a rappresentare una delle
parti come secondo una persona di cattiva riputazione, e nota alla società per fatti equivoci,
la parte contraria sarà nel dovere di rifiutarlo
come secondo.
1869, Giuseppe Scaglione, Riflessioni e consigli sul duello ed osservazioni sul giurì d'onore, p. 6
I gentiluomini, gli spadaccini, le persone scelte della società che
ricorrono alla partita di onore, che freddamente aspettano il giorno e l'ora per misurarsi coll'avversario, non dovranno mai intendere che
colla loro forza ed accanimento dovranno sopraffare l’avversario per
elevarsi a Rodomonti, ad eroi poetici e romanzeschi, ma chiamarlo sul
terreno della riparazione onde restasse in tal modo appianata ogni vertenza; ed il solo giungere sul luogo lava ogni macchia, distrugge ogni
sospetto perchè colà l’avversario, colui che ha proceduto all'offesa
sepellisce per mai più risorgere l’insulto e pria che s’incrociassero i
ferri l’onta è sparita, e non resta che la materialità del duello, non si
aspettano che le conseguenze fatali o leggiere per appagare la società,
la quale vi deride se per un caso qualunque siasi ottenuto un felice risultato, vi condanna ed impreca contro i duelli se con sventura o con
sangue.
1869, Paulo Fambri, La giurisprudenza del duello, p. 62
Il signore Y. pone alla partita d'onore, nella quale
mi incaricasti di rappresentarti come tuo padrino, delle
condizioni che io debbo rifiutare, esigendo egli che la
partita abbia luogo con due pistole, una carica e l'altra
vuota, puntate alla bocca di ciascheduno. Spiacente
declino l'incarico affidatomi.
1870, Massimo D'Azeglio, Lettere di Massimo D'Azeglio a Giuseppe Torelli con frammenti di questo in continuazione dei Miei ricordi, p. 163 nota *
In conseguenza dei troppo vivaci ribecchi personali coi quali si assalirono in pieno Parlamento,
ebbe luogo in quei giorni una partita d'onore fra
il ministro Minghetti ed il commendatore Rattazzi.
1870, Michelangelo Iacampo, Il duello e la moderna civiltà: considerazioni di Michelangelo Iacampo, p. 101
Per gli usi attuali in una sola occasione si crede
incensurabile il duello, e si rende impossibile l'accomodamento, cioè quando uno è tacciato di viltà, e
le apparenze l'avvalorano; nel qual caso si reputa in
dispensabile una partita d'onore.
1874, Giuseppe di Menza, Il duello leale e il duello sleale, p. 11
Anzi tutto nello stesso linguaggio comune e nel comune modo d'intendere
un duello è una partita d'onore non solamente per la sua causa, ma ben pure
pel modo secondo cui va sostenuta. Ma una partita di onore non è tale perchè
coloro che la sostengono abbiano a considerarla onorata. L'onore dai tempi di
Cicerone ai nostri è premio di virtù concesso dal giudizio degli onesti cittadini.
1880, Nicola Modugno, Il duello, p. 26
Abbiamo visto più
volte quell' anima artistica e nobile di Luigi Settembrini farsi tutta di fuoco, quando trattavasi
di una partita d'onore. Egli, diceva sovente, avrebbe voluto che i ragazzi venissero alle mani
per ogni frivolo motivo; che la gioventù si addestrasse alle armi, al bastone, al pugilato; che
fosse facile al sentire offesa, pronta alla vendetta,
coraggiosa nell'eseguirla. Così, egli diceva, noi
scuoteremmo la infingarda fibra che ci ridusse
a schiavitù; così torneremmo ad essere un popolo ardito, baldanzoso di vita e forte.
1883, Achille Angelini, Codice Cavalleresco italiano, p. 34
L'aggressione disonora colui che la
commette, non già chi la subisce, perciò
essa non dà luogo ad una partita d'onore;
chi fu aggredito si difenderà ad oltranza,
poscia denuncerà il fatto alle competenti
autorità.
1886, Giuseppe Rigutini, I neologismi buoni e cattivi più frequenti nell'uso odierno, p. 287
Partita d'onore (fr. partie d'honneur) oggi dicesi
per Duello.
1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 28
1890, Pietro Fanfani; Costantino Arlia, Lessico dell'infima e corrotta italianità, p. 400
PARTITA. Dicono Partita d'onore iì
Duello che segue tra due, e siccome Partita vale Giuoco, così Partita d'onore
dovrebbe significare Giuoco d'onore. E
davvero in cosiffatto vitupero del viver
civile, spesso ci si rimette un tanto d'onoreI
1890, Emilio Broglio; Giovan Battista Giorgini, Novo Vocabolario della Lingua Italiana secondo l'uso di Firenze, III, p. 318
[s.v. onore] Partita d'onore; il duello fatto per difendere l'onore proprio. Modo novo.
1895, Ernesto Salafia Maggio, Codice cavalleresco nazionale e sua procedura, p. 51
Il codice di onore però rileva una differenza tra la
partita cavalleresca e la così detta prova d'armi; questa
è nella forma un vero e puro duello; si distingue solo
per gli effetti da una partita d’onore, inquantochè
questa cancella qualunque offesa, riabilita gli avversari (riesca incruenta o meno) e termina con la
stretta di mano fra i medesimi, mentre la prova d'armi
non produce riabilitazione di sorta.
1898, Salvatore M. Brandi, La deformità del duello. Studio giuridico, p. 5
Il Codice, detto per antifrasi cavalleresco,
autorizza un gentiluomo a scannare un concittadino come una
belva feroce, e lo assume all’opera del boia, accettata volontaria
mente, ed eseguita in privato, sotto nome di partila d’onore. È
un codice infame, come l’opera che esso regola ed approva.
1898, Vincenzo Grasselli, Sul duello: considerazioni fatte in seguito alla palpitante agitazione contro di esso, p. 10
Quando [...] due persone
colte e civili adoperano coltelli più lunghi, e cercano
di scannarsi, a mente fredda, con un'arte appositamente
istituita, dinanzi a quattro testimonii, i quali hanno fissato l'ora, il luogo, e il modo dello scannamento, le
persone cavalleresche, civili e colte, i due rissanti, li
chiamano gentiluomini; e la rissa, doppiamente biasimevole, perchè fatta a mente calma, da persone colte,
e presumibilmente ragionevoli, viene chiamata partita
d'onore.
1904, Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal, p. 265 [ed. 1919]
Lei ha ragione, lei freme, lo vedo: il sangue non è acqua. Ebbene, si rivolga subito a due ufficiali del regio esercito: non possono negarsi di rappresentare un gentiluomo come lei in una partita d'onore.
1905, Alfredo Panzini, Dizionario Moderno, p. 359
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 08/11/2024