onore s.m. 

'Prestigio personale di cui gode un gentiluomo davanti all'opinione pubblica. L'o. è dato da tutta una serie di meriti, comportamenti e regole condivise dalla società'

E:

dal lat. honōre(m) (nomin. hŏnos) ‘rispetto, pregio, onore’ (EVLI)

D: 1219 (GRADIT)

Attestazioni

1827, Giacomo Bossi, Del duello conseguente dal volgare sistema d’onor militare. Ragionamento del p. Giacomo Bossi, pp. 41-42

Una men che melata contraddizione, uno sbadato sogghigno, un innocente in se stesso, ma per avventura intempestivo motteggio, o che so io, è un grave oltraggio, del quale, chi lo riceve, deve o tosto o fra poco bruscamente lagnarsi, e chi lo reca, per non parere anch’esso a sua volta codardo, dee non già fare le convenevoli scuse, ma con fermo viso rispondere: ed ecco suscitata la querela pel punto d’onore: onore intollerante inesorabil nume, il quale istizzito, ch’egli e, più non si placa se non se con il sangue o dell’ offeso, o dell'offensore o d’entrambi secondo i riti da esso lui prescritti versato.

1828, M. Fougiere, In dieci lezioni l'arte di non essere mai ferito né ucciso in duello, pp. 40-41

Infatti l’onore altro non è, che l’idea vantaggiosa, che gli altri nutrono della nostra fedeltà, nell’adempimento dei nostri doveri in generale, e in quelli del la nostra professione in particolare. Sotto quest’ultimo punto di vista, l'onore di un’uffiziale [sic], di un soldato è la fiducia che hanno in lui gli altri uomini, ch’egli sia un uomo coraggioso: nulla vi è di più prezioso per l’uomo, che l'onore preso in questo senso: egli è preferibile alla vita medesima, tosto che ha per oggetto o la religione o la salute della patria, o la gloria del Principe.
L'onore di un uomo che porta spada consiste dunque, nell’esporre e sacrificare la sua vita pel suo Dio, per la sua patria , e per lo stato. Egli non deve rifiutare veruna occasione, non deve temere alcun pericolo, quand'è comandato per questo servizio, e nella circostanza deve piuttosto morire, che fare il menomo passo, che possa appannare il detto onore.

1835, Vincenzo Marcucci, Della legittimità positiva o negativa principalmente della pena di morte con l’aggiunta di un trattato sul duello e dei mezzi onde estirparlo, p. 184

L'onore è un Nume, a cui gli uomini tutti meritamente amano di offerire i loro incensi. Si direbbe, ch'egli presiede alle morali ricchezze delle nazioni.
Pure sull'ara di questa Deità, propizia a un tempo, e bizzarra, non sempre immolansi le passioni, i pregiudizi, i vizi e le colpe, ma vi si svenano talvolta le stesse virtù.

1835, Giuseppe Grassi, Dizionario militare italiano, p. 348

ONORE, e per lo più al plur. ONORI. s. m.. in franc. Honneurs, Honneurs militaires. Dimostrazione di rispetto, die si fa negli eserciti alle persone poste in dignità, secondo il grado loro,

1852, Francesco Lorenzini, Il duello in generale, p. 41

Il duello, quell'uso, quell'abuso vecchio e brutale, quel turpe avanzo d'umana prostituzione, quell'orrendo e stupido pregiudizio tuttora illogicamente, ipocritamente mantenuto, che trova spesse volte un rifugio nel tempio  di un male inteso onore, o amor proprio, è sempre azione assolutamente incompatibile, tanto pei militi, quanto pei non militi.

1864, Louis Alfred Le Blanc de Chatauvillard, Codice del duello, p. V

Se il codice del duello è fuori le leggi, se non può esistere codice, tranne quello dalla legge sancito, non esitiamo però a dar questo nome alle regole imposte dall’onore, chè l'onore non è cosa men sacra delle leggi governative.

1869, Niccolò Tommaseo; Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, III, pp. 611-612

Onore. S. m. Aff. al lat. aur. Honor, onoris. La gloria, La stima, La riputazione, che tien dietro alla virtù al coraggio, e all'ingegno.
[...]
19. Per Probità, Virtù, Qualità che ci trae ad operare nobilmente, e lodevolmente.

1874, Giuseppe di Menza, Il duello leale e il duello sleale, p. 11

L'onore dai tempi di Cicerone ai nostri è premio di virtù concesso dal giudizio degli onesti cittadini.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 08/11/2024