offeso s.m. 

'Chi riceve un'offesa'

E:

part. pass. da offendere.

D: XIII sec. (EVLI)

Attestazioni

1827, Giacomo Bossi, Del duello conseguente dal volgare sistema d’onor militare. Ragionamento del p. Giacomo Bossi, p. 52

Due giovanetti militari, verbigrazia, per quel vispo bollore, che è proprio di loro età, si lasciarono in una conversazione, in un teatro, in un caffè sfuggir dalle labbra un qualche motteggio, che, eccitata da ambe le parti l’irascibilità, cagionò un male inteso bisbiglio di mordenti frizzi c bravate. Fu però cosa da nulla, da cui la candida e non tenace indole giovanile o riderebbe tosto, o si scorderebbe. Ma ne presero qualche scandalo i circostanti. Questi s’ aspetteranno un duello. Colui, che tra i due si diè apparenza di essere stato l’offeso, verrà giudicalo codardo, se non invia il cartello: e tanto più l’altro, se non l’accetta.

1828, M. Fougiere, In dieci lezioni l'arte di non essere mai ferito né ucciso in duello, p. 64

Quando dunque tutti i torti sono dal vostro lato, non bilanciate un momento a correre dall'offeso; abbordatelo graziosamente dignitosamente e senza soggezzione [sic]; non gli nascondete punto il vostro pentimento, rendetene anche testimonj, se egli è necessario, tutti coloro, che furono presenti all'insulto, e se il vostro avversario non ha un cuore di bronzo, tutto sarà ben tosto obliato.

1835, Vincenzo Marcucci, Della legittimità positiva o negativa principalmente della pena di morte con l’aggiunta di un trattato sul duello e dei mezzi onde estirparlo, pp. 290-291

L’uomo dabbene, che non può d’altronde impedire di esser insultato, ingiuriato, calunniato, sente tutto il peso dello insulto, della ingiuria e della calunnia, e nella insufficienza della legge in ripararlo, egli erettesi in diritto di riassumere, in quel caso, la propria indipendenza, e concepisce il desiderio di una privata vendetta. Egli si erige in giudice fra sé, e l’offensore, e là sola legge di opinione regola il suo .giudizio. Eccolo pertanto col ferro in pugno, pago di affrontarla morte, anziché lasciar senza vendetta oltraggiato suo onore. Purché si lavi una macchia, cui la pubblica opinione terrebbe facilmente impressa anche sulla famiglia dell'offeso, poco importa se il sangue dell’offensore, o quello dello stesso offeso, sia versato all'uopo.

1837, Antonio Cagnano, Sul duello. Discorso di Antonio Cagnano, p. 42

La giustizia, negli altri reati, è guidata alla scoverta dei colpevoli dall'offeso , e dai testimoni: nel duello e testimoni , ed offeso concorrono a tenerli nascosti.

1839, Isacco Pesaro Maurogonato, Intorno al duello. Dissertazione, p. 152

Nello stato attuale dei costumi presso le nazioni più colte, l'effetto ordinario delle ingiurie è di togliere all'offeso una parte più o meno considerabile del proprio onore, cioè a dire egli non ottiene più la stessa stima dai suoi simili, perde una parte proporzionale dei piaceri, dei servigii, dei buoni uffizii d'ogni genere che sono i frutti di questa stima, e può trovarsi esposto alle conseguenze funeste del loro disprezzo. L'opinione pubblica, anzichè proteggere l'offeso e il più debole, si pone nel partito dell' offensore, e un uomo vile e brutale può col mare di angoscie e di tormenti la vita d'ogni uomo più rispettabile, conseguenza fatale di quella corruzione irresistibile che soggiogò il primo e il più puro fra i tribunali: la sanzione popolare!

1869, Niccolò Tommaseo; Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, III, p. 578

Offeso. Part. pass. Da OFFENDERE. [...] T. offeso nell'onore.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 19/12/2024