offesa s.f. 

'Qualunque atto o affermazione - orale o in forma scritta - che lede l'onore di un gentiluomo'

E:

lat. offēnsa, der. di offendĕre ‘urtare; nuocere, danneggiare; mortificare, offendere’, da *fendĕre ‘colpire’, non attestato come verbo semplice, col pref. ob- (EVLI)

D: av. 1250 (GRADIT)

Attestazioni

1868, Luigi De Rosis, Codice italiano sul duello, p. 20

L'offesa, è ogni atto, ogni espressione che sorte da’ precetti della urbanità.
L’offesa è tutto ciò che urta la suscettibilità di un terzo senza essere un atto positivamente grave ma pel quale devesi affrettare a fare le proprie scuse.
L’offesa può essere anche involontaria.

1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 29

Tutti gli atti, le parole, gli scritti, i disegni od altro che possa offendere l’amor proprio e l’onorabilità di un terzo, costituiscono ciò che chiamasi offesa.
Non tutte le offese richiedono una riparazione d’onore con le armi, ed è quindi necessario stabilire quali la esigono e la gravità loro, per determinare poi le condizioni dello scontro.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 19/12/2024