1920,
Jacopo Gelli, Codice Cavalleresco italiano , pp. 9-10
Offesa gravissima, o di terzo grado, se diretta contro l'onore del galantuomo, o se accompagnata con vie di fatto; e l'offensore risponde di un
oltraggio.
Perciò, se negasi all'individuo il senso del mio e del
tuo; il rispetto della fede impegnata; il coraggio dei
suoi più diretti e stretti doveri; la fama della famiglia;
e in generale qualsiasi delle qualità costituenti l'onore
morale.
L'oltraggiato, sempre in caso di duello, ha il di
ritto alla scelta dell'arme; a stabilire le condizioni
dello scontro; a imporre la natura del combattimento e a determinare le distanze nei duelli alla
pistola.