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D: 1355 (TLIO)
1869, Giuseppe Scaglione, Riflessioni e consigli sul duello ed osservazioni sul giurì d'onore, p. 8
Dietro tale mandato per mezzo del quale il Primo, investe il Secondo di tutti i suoi diritti, resta scaricato da qualsiasi risponsabilità e
non deve che attendere con fermezza, rassegnazione e freddezza i risultati che il suo mandatario sarà per riferirgli tenendosi pronto ad ogni
avvenimento, restando saldo ed illibato da quel momento il suo onore
che affidato alla fidanza del Padrino non potrà e non dovrà che partorire buoni frutti.
1869, Paulo Fambri, La giurisprudenza del duello, p. 5
1884, Giulio Crivellari, Il duello nella dottrina e nella giurisprudenza , pp. 68-69
I mandatari si adoperano per avere le
armi, le quali possono essere o da punta, o sciabole, o pistole,
in ogni caso armi letali. Nel giorno prefisso gli avversari, accompagnati dai mandatari rispettivi e da due medici, si portano sul
luogo del combattimento, ove i mandatari esaminano scrupolosamente se le armi sieno uguali; quindi comincia la pugna. Dei due
mandatari delle parti, uno, per ciascheduna parte, è il padrino o secondo.
1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 87
Cajo ingiuria Tizio, il quale reprime quel risentimento naturale
che gli bolle nell’animo per l’atroce insulto di cui fu fatto oggetto
da Cajo: e si rivolge a due amici (rappresentanti o mandatari) perchè si rechino da Cajo per chiedere una riparazione dell’offesa ricevuta.
Benché sia cosa da evitarsi, pure qualche volta accade che i mandatari sono sostituiti da altri che trattano l'affare se la sfida è stata
accettata.
1888, Jacopo Gelli, Nuovo Codice Cavalleresco italiano. Parte prima. La tecnica del duello. Seconda edizione, p. 56
1914, Carlo Mario Brunetti, A loro!, p. 27
Note
Talvolta, curiosamente spesso negli scritti di Jacopo Gelli, mandatario viene utilizzato nell'accezione di 'mandante'.
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 28/03/2025