1847,
Guglielmo Pepe, Memorie del generale Guglielmo Pepe intorno alla sua vita e ai recenti casi d’Italia scritte da lui medesimo, p. 175
Si era nel mese di febbraio di quell'anno 1823 allorchè ricevetti una lettera di sfida dal general Carrascosa ch'io credeva
tuttavia in Malta. Dopo aver tentato invano di tornare in grazia
del governo di Napoli, e' lasciò quell'isola e giunse in Londra deliberato a battersi meco per uccidermi o per essere ucciso. Siccome io aveva sfuggito le personalità con tutti, e particolarmente con lui, rimasi oltremodo maravigliato della sua
sfida e non seppi attribuirla ad altro che al suo disegno di provare alla corte di Napoli quanto egli fosse avverso a' miei principj ed a me. Dalla lettera scrittami non era possibile ravvisare
altro motivo alla sfida, poichè in quella dichiarava l'avversione
sua per le rivoluzioni, pe' principj ch'io professava e per la setta
carbonara. Io gli risposi che per una lettera di sfida la sua era
prodigiosamente lunga.