giurì s.m.inv. 

'Giuria che giudica di materia cavalleresca'

E:

dal fr. jury (da cui anche giuria), dall’ingl. jury ‘collegio che dirime questioni d’onore’, a sua volta dall’a.fr. jurée ‘inchiesta giuridica’ (EVLI)

D: 1798 (GRADIT)

Attestazioni

1869, Paulo Fambri, La giurisprudenza del duello, p. 149

Nè figliocci nè padrini. Dunque, finchè non si fondi l'istituzione dei tribunali d'onore, resta il giurì scelto all'occasione. È il meno male, però è ancora male, perchè le ragioni anzidette, con qualche differenza forse di proporzione, sono applicabili pure ad esso. Perocchè cotesto giurì chi lo nomina? Le due parti. Che ne risulta? Un consesso di otto o dodici persone, per esempio: il che vuol quasi dire che ciascheduno dei due avversarii ha quattro o sei padrini in luogo di due.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 22/01/2025