fuoco loc. di comando 'Nel duello alla pistola, perlopiù nel duello a comando, segnale verbale che intima al duellante di sparare; talvolta può essere seguito da un conteggio, in genere fino a tre, dopo cui è d'obbligo sparare'
E:
lat. fŏcu(m) ‘focolare’ (EVLI)
D: XIII in. (TLIO)
1864, Louis Alfred Le Blanc de Chatauvillard, Codice del duello, pp. 50-51
Al comando
Fuoco, abbassando la Pistola nella direzione dell'avversario, [il duellante] farà partire il colpo.
1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 186
Prima di armare gli avversari e condurli al rispettivo posto, colui che dirige il combattimento avrà cura di rammentare loro che dopo averli interrogati se sono pronti a cominciare e dopo che hanno armato il cane darà il comando «fuoco!» facendolo seguire da tre battute di mano.
1888, Jacopo Gelli, Nuovo Codice Cavalleresco italiano. Parte prima. La tecnica del duello. Seconda edizione, p. 112 nota 1
Quattro ufficiali funzionavano da testimoni. Al primo comando di
fuoco una palla del capitano Panioutine sfiorò la testa di Lazareff, l’arma del quale scattò a vuoto.
1897, Masaniello Parise, Manuale cavallaresco, p. 98
Nel duello al comando [...] dopo l’avvertimento «pronti»
si dà il seguente comando: «fuoco...
uno, due, tre, [sic]» accompagnando all’uno, due, tre, una battuta di mano.
I duellanti hanno la facoltà di sparare dal comando «fuoco» al «tre» dopo subito vien chiamato l'alt.
1898, Luigi Barbasetti, Codice cavalleresco, p. 147
DUELLO A COMANDO RIVOLTANDOSI.
Al comando «fuoco» i due avversari che si
presentano la schiena, fanno istantaneamente «dietro front» e sparano simultaneamente.
1906, Antonio Russo-Ajello, Il duello secondo i principi, la dottrina, la legislazione, p. 205
Un duello tragico fra due studenti, avvenne sulla fine
del 1904, in Berlino. Era stata scelta come arma la pistola. Al comando di “fuoco„ uno dei duellanti sparò ed
il proiettile spezzò una gamba all'avversario che cadde a
terra. Nel cadere questi scaricò la sua arma ed il proiettile andò a colpire nel cuore il primo, fulminandolo.
1914, Carlo Mario Brunetti, A loro!, p. 279 nota 1
Nei duelli alla pistola la maggior gravità è data:
1) dalla specie di duello (a piede fermo); 2) dalla distanza
(minimo 12 metri); 3) dal numero dei colpi (generalmente:
colpi sei, e cioè tre per ciascun duellante) ; 4) dalla lentezza
del comando (massimo di minuti secondi 10 circa per pronunciare il comando: fuoco, uno, due, tre ).
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 22/01/2025