duello all'americana loc. s.m. 

'Tipologia di duello eccezionale praticato negli Stati Uniti d'America. Il duello termina con la morte di uno dei due duellanti e questa per lo più avviene indipendentemente dall'abilità dell'avversario, ma in modo affatto casuale'

V: duello americano

Attestazioni

1865, Alberto Nunes Franco, Del duello e dei mezzi piu opportuni a bandirlo dalla società, p. 114

Dicendo che senza padrini molto probabilmente duello non nasce, è chiaro ch'io non comprendeva sotto questo titolo i così detti duelli all'Americana, di cui non saprebbe il codice occuparsi, nella maniera stessa che S. M. l'imperatore del Giappone non attende ad impedire, che due de' suoi fedelissimi sudditi non isciolgano i litigi e saldino le offese coll'aprirsi ciascheduno il ventre di per sè, tenendo per vincitore chi primo dia mano all'onorata impresa.

1865, Pietro Ellero, Sul tema proposto dalla Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Modena «Dei mezzi più opportuni a bandire dalla società il duello, o almeno a renderlo meno frequente», p. 10

I duelli detti all'americana, certi suicidj mutuamente ed alternativamente convenuti, e cotali altre ciniche ribalderie non possono davvero meritare il nome di duelli.

1868, Cesare Alberto Blengini, Duello e sue norme principali per effettuarlo, pp. 33-34

Duello all'americana, col revolver e pugnale.

In America, tra le genti più crudeli, suolsi usare un ferocissimo duello a revolver e pugnale in una camera chiusa. Stabilito il tempo che deve durare, sono condotti i due nemici in una stanza, cogli occhi bendati, e situati dai Padrini alle opposte estremità.
Siccome un tal duello si fa di notte, tolti che siano i lumi, i due nemici resteranno al buio perfettamente. I Padrini chiudono l’uscio, e si ritirano. A un tocco dato da un orologio, i duellanti si traggono le bende, e sparano. Il lampo dei revolver fa vedere l’avversario: s’investono alla cieca, e si trafiggono di pugnale. Nuova scarica di revolver mostra di nuovo il nemico; lottano al buio, si schermiscono, si col piscono, si trapassano bestialmente. Alla fine, scaricate tutte le canne dei revolver, se possono, finisce la lotta coi pugnali; e, scorsi i 5, i 10 minuti, secondo i patti, entrano i Padrini, e trovano gli avversari, o moribondi o morti. Orribili prove, degne dei più sozzi cannibali!

1874, Paulo Fambri, Il duello e la riforma del Codice penale, p. 900

Il Codice ammette pure che di convenzione reciproca si possano accettare altre armi. Quali per esempio? [Nel duello] All’americana il fucile, cioè l'odiosa e schifosa caccia dell’uomo nella foresta? Meglio il duello a pugnale dei maffiosi di Palermo, dei camorristi di Napoli e dei buontemponi di Cesena e di Ravenna. È più fiero, più franco, più maschio, senza confronto più degno. In ogni scontro, in cui l’astuzia ha una parte qualunque, la quale tien luogo della risolutezza, il gentiluomo si trasforma nel più volgare degli scellerati. Ogni colpo che non si sa d'onde parta, è assassino.

1875, Giuseppe di Menza, Il duello leale e il duello sleale, p. 18

In Italia e in Sicilia il duello alla Americana, il grottesco duello Settentrionale, il duello alla macchia, il duello a pugnali e coltelli, non venne riconosciuto mai ed ammesso nelle buone società, e i patrini diedero sempre prova di saviezza, di moderazione e di accorgimento

1884, Giulio Crivellari, Il duello nella dottrina e nella giurisprudenza , pp. 77-78

[Il] cosidetto duello americano [...] si fa ponendo gli avversari nella situazione d'uccidersi ciascheduno da loro, col mezzo della sorte. Il nemico non si batte col nemico per ucciderlo; ma se la sorte è stata sfavorevole a questo, l'avversario lo costringe a suicidarsi in virtù del patto precedente, minacciandolo di diffamarlo come vile se manca al patto di uccidersi. [...] Nel duello americano vengono concordate, per esempio, due pillole, una di pane ed una di strichnina, due pistole, una vuota ed una carica: ognuno deve agire sopra sẻ stesso ingoiando da sè la pillola che a caso gli è toccata o esplodendo contro di sè la pistola. Di fronte a codesta ineguaglianza, il parlare di duello è una cosa che repugna alla logica ed al semplice buon senso.

1887, Carlo Bianchetti, Il duello. Saggio popolare esposto agli operai cattolici di Torino, pp. 74-75

Il massimo del controsenso sta poi nel così detto duello americano, la più scipita e nefanda cosa che mai possa immaginarsi, e che è quello per cui gli avversari si pongono nella situazione di uccidersi ciascheduno da loro col mezzo della sorte. Qui non si tratta più di un nemico che cerca di uccdere l'avversario; ma quando la sorte è sfavorevole ad alcuno dei duellanti, questo ha l'obbligo di suicidarsi in forza del patto prestabilito, salvo in caso di rifiuto ad essere dichiarato vile. Di guisa che, se l'offeso non fu per avventura favorito dalla sorte, egli si troverebbe per giunta costretto ad infliggersi da se [sic] medesimo la morte, con grande gusto e consolazione dell'offensore. Ci trema la penna nel dover scrivere queste nefandità. E si possono compiere in tempi che noi chiamiamo civili.

1888, Jacopo Gelli, Nuovo Codice Cavalleresco italiano. Parte prima. La tecnica del duello. Seconda edizione, p. 23

Nel duello all'americana, da noi distinto col nome di eccezionale, possono essere adoperate armi improprie, purché soddisfino alla tradizionale condizione d’essere eguali.

Note



Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 14/11/2024