duello ad arma bianca loc.s.m. 

'Duello in viene utilizzata la spada o la sciabola'

V: duello all'arma bianca, duello con armi bianche

Attestazioni

1858, Teodoro Pateras, Dei doveri del secondo nel duello, p. 42

Nel duello alla pistola i secondi sono come i testimoni disarmati, ed invece di collocarsi a due metri dai primi, prenderanno la distanza di otto metri: ciascuno dalla sinistra del suo primo. I testimoni staranno sul centro come si usa nel duello ad armi bianche.

1868, Cesare Alberto Blengini, Duello e sue norme principali per effettuarlo, p. 31

Il Chirurgo presente ad un duello ad arma bianca, deve esaminare la ferita o le ferite riportate dai duellatori, dichiarando se potranno o no continuare allora l’attacco

1883, Achille Angelini, Codice Cavalleresco italiano, pp. 10-11

Al maestro di scherma non è permesso il duello all'arma bianca, ammeno chè egli fosse stato percosso, o senza sua provocazione venisse oltraggiato nel suo onore o in quello della sua famiglia; non gli è peraltro vietato in verun caso di battersi alla pistola. Gli è inoltre permesso il duello all'arma bianca quando il suo avversario è esso pure un maestro di scherma.

1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, pp. 73-74

Il duello all’arma bianca sarà per regola generale interdetto al maestro di scherma, il quale potrà servirsi della sua arma professionale in certi casi speciali di offese gravi con insulto o con vie di fatto.
Questa restrizione ha effetto nel solo caso che il maestro di scherma abbia come avversario uno che non sia maestro d’armi come lui.
Se il maestro di scherma è stato percosso o ferito, o senza sua provocazione oltraggiato nell’onore suo o in quello della sua famiglia, i rappresentanti gli permetteranno l’uso dell’arma professionale, chiunque sia l’offensore.
La restrizione nell’uso dell’arma professionale che la società impone ai maestri di scherma è per questi un sacrificio è vero: ma un sacrificio necessario e tutto a loro vantaggio.
Se si concedesse loro l’uso dell’arma di cui sono maestri e che nello scontro si lasciassero toccare dal loro avversario la fama e la dignità di maestro ne sarebbe distrutta; come non mancherebbe di sorgere il grido d’indignazione della Società contro di loro se l’avversario restasse ferito

1893, Carlo D'Addosio, Il duello dei camorristi, pp. 24-25

Il duello ad arma bianca - manifestazione nobile dello spirito cavalleresco del popolo, che in esso cerca il modo di lavare l'offesa fatta al proprio onore -  diventa subito il monopolio, lo chantage dei camorristi, che se ne servono, non già per ispirito di cavalleria, a ristoro del proprio diritto conculcato, ma a dar sfogo alla loro soverchieria, a domare i tentativi di ribellione al loro volere.

1914, Carlo Mario Brunetti, A loro!, pp. 279-80

Nel duello con armi bianche, i combattenti devono avere normalmente il torso nudo, devono impugnare l’arma costantemente con una mano sola e non possono fare uso della mano libera nè per offendere nè per parare.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 30/09/2024