dragona s.f. 'Doppia striscia di cuoio o di cordoncino fissata in capo all'elsa delle sciabole militari, entro la quale si infila il polso per rendere la presa più sicura'(GRADIT)
E:
dal fr. dragonne, propr. femm. di dragon "dragone" (GRADIT)
D: 1712 av. (GRADIT)
1817, Giuseppe Grassi, Dizionario militare italiano. Volume I, p. 123
1874, Paulo Fambri, Il duello e la riforma del Codice penale, p. 907
Se i due avversari fanno uso di dragona, diventa estremamente difficile il distinguere un disarmo da una sviata, perocchè per l'allentamento delle dita la spada non cada; se invece non si fa uso di dragona, essa cade, il fatto il fatto del disarmo diventa evidente, e i padrini subito accorti possono subito rimediare
Nè si citi, seguitavano, la dragona, la quale è effettivamente antichissima, ma non ha per nulla ufficio comune
colla legatura dalle dita al polso ed altro che si suol fare
nelle sale napoletane. Gli scopi della dragona erano evidentemente due. Il primo di non perdere l'arma nel caso che
l'avversario, con un forte picchio, o uno striscio ben graduato e potente, facesse scappare il manico dalle dita (fatto
che a cavallo produrrebbe la perdita dell'arma, ed a piedi
costerebbe a dirittura la vita); il secondo, di poter cavare
dalla cintola o dalla fonda un'arma corta per far fuoco sul
nemico, e ciò senza bisogno di ringuainare la spada, ma
semplicemente lasciandola cadere sospesa al polso. A questi
due uffici, affermavano, la dragona perfettamente bastava.
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 08/11/2024