dragona s.f. 

'Doppia striscia di cuoio o di cordoncino fissata in capo all'elsa delle sciabole militari, entro la quale si infila il polso per rendere la presa più sicura'(GRADIT)

E:

dal fr. dragonne, propr. femm. di dragon "dragone" (GRADIT)

D: 1712 av. (GRADIT)

Attestazioni

1817, Giuseppe Grassi, Dizionario militare italiano. Volume I, p. 123

DRAGONA (dragonne). Gallone in seta guernito di frangia d'oro, o d'argento, che s'intreccia intorno al pugnale della spada, o della sciabola degli uffiziali. I sotto uffiziali, ed i soldati scelti portano la Dragona di passamano guarnita d'una frangia di lana. È voce usata dal Magalotti.

1874, Paulo Fambri, Il duello e la riforma del Codice penale, p. 907

Se i due avversari fanno uso di dragona, diventa estremamente difficile il distinguere un disarmo da una sviata, perocchè per l'allentamento delle dita la spada non cada; se invece non si fa uso di dragona, essa cade, il fatto il fatto del disarmo diventa evidente, e i padrini subito accorti possono subito rimediare

1884, Masaniello Parise, Trattato teorico-pratico della scherma di spada e sciabola preceduto da un cenno storico sulla scherma e sul duello, p. XIX

Nè si citi, seguitavano, la dragona, la quale è effettivamente antichissima, ma non ha per nulla ufficio comune colla legatura dalle dita al polso ed altro che si suol fare nelle sale napoletane. Gli scopi della dragona erano evidentemente due. Il primo di non perdere l'arma nel caso che l'avversario, con un forte picchio, o uno striscio ben graduato e potente, facesse scappare il manico dalle dita (fatto che a cavallo produrrebbe la perdita dell'arma, ed a piedi costerebbe a dirittura la vita); il secondo, di poter cavare dalla cintola o dalla fonda un'arma corta per far fuoco sul nemico, e ciò senza bisogno di ringuainare la spada, ma semplicemente lasciandola cadere sospesa al polso. A questi due uffici, affermavano, la dragona perfettamente bastava.


Scheda a cura di Stefano Miani

Pubblicato il 08/11/2024