campo chiuso loc.s.m. 'In antichità, luogo ufficialmente deputato a far svolgere i duelli guidiziari, concesso da un signore o di proprietà del comune'
D: 1554 IL
1824, Filippo Casari, Il duello a ultimo sangue. Commedia in cinque atti, Atto III, scena VI, p. 39
Te [...] in chiuso campo io sfido a particolar duello.
1827, Francesco Domenico Guerrazzi [Anselmo Gualandi], La battaglia di Benevento, p. 421
«Tu facesti questo ingannato, nè vi sarebbe tuo mortale
nemico che non ti riputasse degno di pietà, non che di per
dono: ma tu spontaneo pel suo onore hai combattuto in campo chiuso a Benevento, tu a rischio di vita l'hai ammonito di
guardarsi dai traditori, tu lo hai salvato a San Germano: —-
magnanimo è il cuore del re ».
1852, Francesco Lorenzini, Il duello in generale, p. 295
Figuriamoci,
mentre più non si parla di campioni, di spadaccini, di
guanti, d'incogniti guerrieri, di tornei, di campo chiuso
od aperto, di cavallieri erranti o di ventura o d'industria; se conservarne dobbiamo ancora il peggio, la
parte più nera ed ultima, la feccia, il marcio, il veleno,
il vero ludibrio: il duello?
1863, Anonimo, Cronaca contemporanea, p. 622
Rimane a vedere come da questi
giudizj in campo chiuso si passasse alle moderne
partite d’ onore.
A' tempi delle invasioni barbariche, onde l'Italia fu oppressa, sorsero sotto il nome di parabiles, le prove o giudizi di Dio, sia questa usanza venuta co' Goti, sia co' Longobardi, sia con altra gente. Il più antico e famoso di tali
giudizt era il duello, ossia la pugna in campo chiuso. Tale
prova si dava quando volevasi contraddire ad un giudicato
o ad una testimonianza.
1893, Arturo Bruchi, Il duello nel codice penale e nella società, pp. 8-9
Fin da quando, sul finire del secolo XIV, si stabilirono rigorose proibizioni
per i duelli, invalse l’usanza di chiedere al Re l’autorizzazione di combattere in campo chiuso, rimanendo per tal guisa il duello permesso ai favoriti e ai privilegiati.
1906, Antonio Russo-Ajello, Il duello secondo i principi, la dottrina, la legislazione, p. 63
E la Chiesa ne profittava e se ne giovava, tanto più che gli ecclesiastici
non correvano pericolo alcuno, perchè le loro controversie
venivano risolte da campioni: financo le monache sfidavano
ed erano sfidate; ed alcune chiese affittavano il campo
chiuso, speculando sui duelli. Quando poi la Chiesa ritrovò poca o ninna utilità, allora incominciò a lanciare anatemi e poi adoperò tutti i mezzi per la repressione del duello.
Note
La prima attestazione che siamo riusciti a trovare di campo chiuso risale al 1554: «Et è da soggiungerui che dirlo anchora chiuso è quasi il medesimo, et chiuso è detto, percioche è determinato in luogo particolare et circoscritto da confini, oltre à quali no(n)si può gire, e usansi le funi con che egli è circondato. Et si come queste deono stare in tal maniera, che di leggiero non si sciolgano; così la posistura del piano dee ssere così capace et così comoda, che in essa si possa agiatamente maneggiar tutto quello ch'ad un singolar conflitto si ricerca» (Il duello di messer Giouan Battista Pigna, al S. Donno Alphonso da Este prencipe di Ferrara, diuiso in tre libri. Ne quali dell'honore, & dell'ordine della caualleria con nuouo modo si tratta, In Vinegia, Nella bottega d'Erasmo, appresso Vincenzo Valgrisi, p. 146).
Il termine, non più in uso, resta come retaggio storico negli excursus storici sul duello che spesso sono premessi alle trattazioni otto novecentesche sull'argomento.
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 08/11/2024