alt loc. di comando, s.m. 'Comando, impartito da un qualsiasi testimone, con cui si interrompe lo svolgimento del duello'
E:
m.alto ted. halt ‘fermata’ (ted. Halt) (EVLI)
D: 1869 IL R - 1889 (GRADIT, DELI2, GDLI)
1869, Giuseppe Scaglione, Riflessioni e consigli sul duello ed osservazioni sul giurì d'onore, p. 12
Siano severi i Secondi trovandosi sul terreno ad avvertire i loro
Primi a che ubbidissero ciecamente, e si arrestassero in un lampo appena
sarà chiamato un Alt, al quale i Secondi per maggior precauzione tramezzeranno le loro spade per evitare equivoci poco delicati o dispiacevoli. Che siano spesso chiamati gli Alt per non stancare i duellanti e con
più risolutezza quando scorgessero un accanimento negli avversarli, un
avanzarsi precipitato ed a breve distanza non degna di gentiluomini.
1883, Achille Angelini, Codice Cavalleresco italiano, p. 106
1886, Jacopo Gelli, Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana, p. 123
1893, Carlo D'Addosio, Il duello dei camorristi, p. 49
Solo i componenti il giurì assistono al duello (se può ancora chiamarsi così), intimando l'alt, decretando il plauso e la palma al più fortunato e al più valoroso.
1895, Ernesto Salafia Maggio, Codice cavalleresco nazionale e sua procedura, p. 188
Art 170. L'Alt! impone ai duellanti di fermarsi immediatamente, ed entrambi i Secondi sono ugualmente responsabili - e più responsabile ognuno pel suo Primo - della esecuzione di questo obbligo.
1906, Antonio Russo-Ajello, Il duello secondo i principi, la dottrina, la legislazione, p. 103
A quest'alt Cavallotti si rizzò unendo i talloni come sull’attenti militare e come se nulla egli avesse avvertito, e a noi che lo
circondavamo volle chiedere il perchè dell’alt. Ma nel dire “cosa?„
(forse voleva dire: cosa c’è?) un fiotto di sangue gli uscì dalla bocca.
Note
I repertori datano Alt 'comando militare con cui si ordina di fermarsi' al 1889 con Gabriele D'Annunzio. In realtà è possibile trovare la parola già nel 1883 nella novella Camerati di Giovanni Verga: «- Alt! - ordinò un voce» (Giovanni Verga, Camerati, in Per le vie, Milano, Treves, 1883, p. 176).
Scheda a cura di Stefano Miani
Pubblicato il 07/02/2025